Ipocondria
I sintomi dell’ipocondria comportano la preoccupazione di essere potenzialmente o gravemente malati. Questa valutazione viene solitamente effettuata dal paziente anche sulla base di normali sensazioni corporee (come un brontolio allo stomaco) o di segni lievi (come un’eruzione cutanea minore).
l’ipocondria può diventare un problema ossessivo debilitante e inibire le persone in molti modi, può anche consumare quasi interamente la loro vita quotidiana. L’ipocondria comporta un’eccessiva preoccupazione di ammalarsi gravemente e potrebbe non essere basato su sintomi reali, ma su sintomi percepiti o paure. Questa ansia eccessiva, piuttosto che il sintomo fisico in sé, porta a un grave disagio che può sconvolgere la vita del paziente. Questo disturbo può diventare una condizione di lunga durata che oscilla in gravità e cronicità; Può aumentare con l’età o in periodi di stress.
La preoccupazione o la convinzione di avere una o più malattie gravi diventano un
elemento centrale dell’identità e dell’immagine di sé dell’individuo ed un suo
modo abituale di rispondere agli stress della vita. La persona alterna periodi in
cui l’attenzione è focalizzata su alcuni sintomi e preoccupazioni, ad altri in cui
cambia il focus della paura. La paura delle malattie induce la persona a
mettere in atto dei comportamenti che inizialmente possono rassicurare e
produrre uno stato di benessere, ma che nel tempo portano ad
un’amplificazione e al peggioramento del problema. Tali strategie disfunzionali sono:
– Ascolto spasmodico e continuo delle sensazioni fisiche e di ogni
segnale proveniente dal proprio corpo per rilevare i presunti indicatori di
malattia. Ricerca compulsiva di informazioni (letture approfondite,
programmi medici in TV, ricerche su internet) e di rassicurazioni e diagnosi
mediche sottoponendosi a continui esami clinici specialistici e
strumentali.
– Socializzazione e richiesta continua di rassicurazioni a
familiari e amici. Evitamento disadattivo di situazioni e attività che
potrebbero slatentizzare la presunta condizione patologica. La persona evita
medici, ospedali, visite e accertamenti anche di routine, individui che appaiono
malati. Può evitare anche riviste e programmi televisivi che riguardano la
salute o sottrarsi a sforzi e alla pratica sportiva.
Questi comportamenti possono stravolgere pesantemente le abitudini di vita e
creare disagio significativo compromettendo diverse aree di funzionamento
(lavoro, relazioni familiari e sociali, scuola…).